L'autore - La riscoperta critica
Quando il figlio Etienne decide di chiudere la bottega paterna per proseguire la carriera pubblica, il nome di La Tour scompare rapidamente dalla storia per quasi tre secoli. Bisogna attendere il 1914-15 quando un grande studioso di nome Herman Voss riesce a stabilire per primo un collegamento tra un documento, firmato da un tale “George Du Mesnil de La Tour”, e due opere notturne.
Inizierà una ricerca a tappeto su altri dipinti in collezioni pubbliche e private fino a creare una rete di ben ottanta opere oggi attribuite a La Tour. In poco meno di trent’anni viene ricostruita un’identità caduta nell’oblio per centinaia di anni.
Non c’è dubbio che tale ricostruzione debba la sua fortuna all’inevitabile confronto del pittore lorenese con Caravaggio. Ma a parte la condivisione di certi modelli tra i due sono molti di più i punti di divergenza che quelli di contatto sia dal punto di vista della composizione che da quello dell’illuminazione. Caravaggio osserva le figure della composizione grazie come illuminate da una violenta fonte luminosa posta al di fuori della scena stessa, creando un effetto di chiaroscuro inconfondibile. Nel La Tour dei notturni, la fonte luminosa è invece interna al dipinto, studiata in modo scientifico, lenticolare molto più vicino alla pittura fiamminga, come quella di Gherardo delle Notti.
L’influenza fiamminga si percepisce bene anche nelle scelte cromatiche e nell’impostazione della scena, dove tutto è immobile, dove la ricerca del dinamismo, che caratterizza l’Italia di quel periodo, è completamente assente. Anche da un punto di vista tecnico La Tour è lontano da Caravaggio: la preparazione (la base su cui si stende la pellicola pittorica) è sempre abbastanza chiara, piuttosto lontana da quella tipicamente scura del pittore lombardo. Anche il modo di stendere il colore è molto diverso: Caravaggio costruisce con il colore le masse corporee, mentre La Tour - secondo una tecnica più vicina ai fiamminghi - ama procedere per velature, per lente sovrapposizioni. La tecnica è quella ad olio, con una gamma cromatica abbastanza semplice. Il supporto prescelto è sempre la tela, forse proveniente da Nancy, luogo di incontro di artisti provenienti da diverse parti dell’Europa.