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Georges De La Tour a Milano

San Giuseppe falegname - Dettaglio San Giuseppe falegname - Dettaglio

L'adorazione dei pastori - Dettaglio L'adorazione dei pastori - Dettaglio

L’adorazione dei pastori

olio su tela, 107 x 137 cm

Anche l’Adorazione dei pastori, quadro notturno, è parte della seconda fase di vita di La Tour. E’ un’opera molto affascinante. La rappresentazione è molto compressa, totalmente immobile. Le figure sembrano comparire all’improvviso davanti al bambino addormentato, come una corona intorno ad una perla.
San Giuseppe, sulla destra, tiene la candela e scherma la luce, evitando che questa si diffonda troppo e distolga l’attenzione dello spettatore dal Cristo, al centro della scena. Anche qui l’idea – come nel San Giuseppe falegname - è quella di far sembrare che il bambino in fasce emani luce propria. La fiamma nascosta dalla mano contratta di San Giuseppe è tanto forte da proiettare l’ombra delle dita della Madonna. Al centro sulla destra, una donna con il turbante accudisce la Vergine  che ha appena partorito, portando, forse, una ciotola di minestra. Il personaggio con il flauto, al centro, sembra un ragazzo semplice che sorride scioccamente portandosi la mano al cappello come si farebbe davanti ad una persona importante. L’altro personaggio a sinistra, invece, è sicuramente un pastore (come si intuisce dalla presenza della pecora alla sua destra). Rispetto al suonatore di flauto avverte maggiormente la solennità dell’occasione. Straordinaria ed imperiosa è la figura della Vergine con un monumentale manto rosso-arancio, che torna in molti quadri di La Tour. La ricerca cromatica è sempre abbastanza limitata. Non ci sono colori freddi. La luminosità nella scena sembra filtrare attraverso la magnifica fasciatura del nuovo Nato mentre la luce che si riverbera sui rossi e sugli aranci li esalta quasi a renderli braci. La fasciatura del neonato è piuttosto curiosa, eseguita seguendo il metodo tessalico, in voga nelle costumanze della puericultura del seicento francese.
Nell’iconografia tradizionale il manto della Vergine è rosso e azzurro due colori che rimandano a due appellativi di Maria, “rosa mistica” e “madre celeste”. Non dobbiamo tuttavia pensare che La Tour si sia allontanato dalla tradizione: la sopraveste azzurra potrebbe essere poggiata proprio lì vicino e che semplicemente non sia stata inquadrata dal pittore. Maria ha un volto riflessivo. Nella scena è l’unica a non guardare verso il Bambino, lasciando agli altri la contemplazione, “serbando tutte le cose nel suo cuore”, come dice il Vangelo (Lc 2,19). Il diverso atteggiamento del pastore e del suonatore di flauto davanti al Salvatore rappresentano invece la differente percezione dell’evento miracoloso da parte dell’umanità.
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Georges De La Tour La vera storia di Georges de La Tour è ancora oggi gran parte avvolta nel mistero. Delle sue vicende private e professionali, della sua formazione come artista di successo, si conosce ben poco.
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